sabato 15 novembre 2008

Sull'Univiersità

Toxic asset – toxic learning
di
Sergio Bologna
Nello spirito del ’68 – senza nostalgie nè tormentoni
(dopo un incontro all’Università di Siena, organizzato dal Centro ‘Franco Fortini’ nella Facoltà di Lettere occupata, il 6 novembre 2008)

State vivendo un’esperienza eccezionale, l’esperienza di una crisi economica che nemmeno i vostri genitori e forse nemmeno i vostri nonni hanno mai conosciuto. Un’esperienza dura, drammatica, dovete cercare di approfittarne, di cavarne insegnamenti che vi consentano di non restarvi schiacciati, travolti. Non avete chi ve ne può parlare con cognizione diretta, i vostri docenti stessi la crisi precedente, quella del 1929, l’hanno studiata sui libri, come si studia la storia della Rivoluzione Francese o della Prima Guerra Mondiale.
Ho letto che l’Ufficio di statistica del lavoro degli Stati Uniti prevede che nel 2009 un quarto dei lavoratori americani perderà il posto.
Qui da noi tira ancora un’aria da “tutto va ben, madama la marche.....

il resto su nazioneindiana.com

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Buonasera,
sto cercando informazioni in merito alla simulazione delle 24ore a maestro unico messa in pratica dalla scuola Maffi, soprattutto x sapere con quale formula siano riusciti a metterla in pratica senza incorrere in sanzioni o problemi legali.
Grazie
x contatti: benjamin.m@libero.it

Anonimo ha detto...

GRANDE MANIFESTAZIONE A MILANO
IL 29 NOVEMBRE per genitori e bambini
con tre cortei verso piazza Duomo
indetta dall'assemblea delle scuole del milanese

informazioni e volantino da diffondere a questo link
http://www.retescuole.net/contenuto?id=20081118015406

Donatella di Viva la scuola

Silvia Amato ha detto...

A Roma il 29 novembre davanti alla Bocca della Verità a Roma manifestazione in difesa della scuola pubblica di studenti e genitori.
Organizzati laboratori culturali, spettacoli musicali, giochi e merenda per tutti!!!
Appuntamento alle 10,00 per tutti coloro che vorranno partecipare!

facebook faccine ha detto...

si torna sempre più indietro