lunedì 13 ottobre 2008

La Gelmini che piace a tutti

Tanto per dare un'idea di quello che succede nel mondo relae e no nell'iperuranio catodico in cui questo governo e la politica tutta sembra vivere pubblichiamo uno stralco delle centinaia di comunicazioni ed adesioni che riceviamo quotidianamente. Il Post è lungo. mettetevi comodi:

I lavoratori dell' I.C.S.M. *"Plinio il Vecchio" di Bacoli (Na)*,
riuniti in assemblea in data 06/10/2008,

unanimemente si oppongono allo smantellamento del diritto allo
studio,sancito dalla Costituzione, che si creerebbe attraverso i
provvedimenti legislativi in corso di discussione.

Tali provvedimenti cambierebbero definitivamente l'istituzione della
scuola pubblica, dello Stato, obbligatoria e gratuita per tutti, in un
differenziato e privatizzato servizio a domanda, per giunta anche a
pagamento, attraverso

-la paventata trasformazione degli istituti scolastici in fondazioni,

- il ritorno del maestro unico nella scuola primaria, la riduzione del
tempo-scuola per tutti gli ordini e gradi, l'abnorme aumento del
rapporto alunni-insegnante, nonché il definitivo abbandono della scuola
dell' infanzia al settore privato, punti collegati agli ennesimi e
smisurati tagli che subirebbe il personale docente,

-l'ulteriore taglio indiscriminato al personale A.T.A, taglio che non
consentirebbe né l'indispensabile rapporto di collaborazione all'
attività didattica, né un efficace funzionamento dei servizi di
segreteria, già attualmente oberati di lavoro,

- la definitiva scomparsa di importanti figure collaborative, quali ad
esempio il/la bibliotecario/a d'Istituto, mansione svolta usualmente da
docenti inidonei per motivi di salute.

In un momento così delicato, l'assemblea ritiene di fondamentale
importanza la diffusione e la circolazione di corretta ed ampia
informazione presso i genitori e la cittadinanza tutta, riguardo ai
processi in atto ed alle loro conseguenze sociali, e si impegna in tal
senso.

L'assemblea rileva la continuità di massima dei provvedimenti
legislativi in corso di discussione con quanto legiferato o avallato in
merito nelle precedenti legislature, indipendentemente dallo
schieramento politico di volta in volta al governo; su tale base si
spiega la latitanza, quando non la convergenza, fin qui dimostrate dallo
schieramento attualmente "d'opposizione" e dai sindacati confederali
che, alla data odierna, non hanno prodotto neanche una proposta certa di
mobilitazione e manifestazione.

Per quanto esposto, l'assemblea decide
- all' unanimità di appoggiare e sostenere tutte le forme di lotta che
si prospetteranno in merito e
- a maggioranza, con tre voti contrari ed un astenuto, di aderire allo
sciopero già indetto dalle confederazioni di base per il giorno 17/10,
indipendentemente dalle differenti ed eventuali appartenenze
individuali, anche perché, allo stato attuale, risulta essere l'unica
mobilitazione realmente indetta.
Bacoli, 06/10/2008

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MANIFESTAZIONE/FIACCOLATA DA MESTRE A VENEZIA
VENERDÌ 10 OTTOBRE ore 17.00

Concentramento al parcheggio di Via Righi all’inizio del Ponte della Libertà

FLC CGIL, CISL SCUOLA, SNALS, GILDA-UNAMS, COBAS, RETE
PRECARI, COORDINAMENTO VENEZIANO PER LA DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA,
RETE PER L'AUTOFORMAZIONE, COORDINAMENTO STUDENTI MEDI, RETE DEGLI
STUDENTI MEDI

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Il Collegio Docenti dell'I*tis Giorgi di Milano*,
riunito in data 2 Ottobre 2008, esprime preoccupazione per i provvedimenti, L.
133/08 e DL 137/08.

Essi non promuovono l'innovazione didattica di cui la scuola avrebbe bisogno,
ma intervengono esclusivamente per contenere gli attuali livelli di spesa, per
ridurre il tempo scuola, per eliminare migliaia e migliaia di lavoratori della scuola.

La manovra, in tre anni, ridurrà di 87.000 unità gli insegnanti e di circa 45.000 il
personale ATA, restringerà l'offerta formativa ridimensionerà la rete scolastica con chiusure di Istituti.

A ciò si unisce una campagna di denigrazione condotta in sintonia con il
ministro Brunetta, volta a presentare gli insegnanti come fannulloni e spesa
inutile.

Si auspica che la scuola venga considerata un investimento per la nazione e che concretamente si investa in strutture e formazione; e che le iniziative che riguardano la scuola vengano discusse con il confronto con le parti interessate.

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Assemblea dei Genitori del II Circolo Didattico di *Cernusco sul Naviglio*

Al Ministero dell’Istruzione
All’Ufficio scolastico Regionale
All’Ufficio scolastico provinciale
Al Dirigente Scolastico del II Circolo
Al Collegio Docenti del II Circolo
Al Consiglio d’Istituto del II Circolo
Al Comune di Cernusco sul Naviglio


L’assemblea generale dei genitori delle Scuole Primarie e dell’Infanzia del II Circolo Didattico di Cernusco sul
Naviglio, riunita il giorno 7 ottobre 2008 alle h 20.30 all’Auditorium Aldo Moro di Cernusco sul Naviglio,

prese in esame le disposizioni in materia scolastica con attuazione prevista dall’anno scolastico 2009/10 contenute
nella legge 133/08, nel DL 137/08 e nello Schema di Piano Programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e
della ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze di cui all’art. 64 del decreto legge n. 112-08
convertito dalla legge n.133 – 6 agosto 2008


ESPRIME IL PROPRIO NETTO DISSENSO

1) ALLA REINTRODUZIONE NELLA SCUOLA PRIMARIA DELL’INSEGNANTE UNICO prevista dall’art. 4 del DL 137/08
2) ALLA RIDUZIONE DELL’ORARIO SCOLASTICO OBBLIGATORIO A VENTIQUATTRO ORE SETTIMANALI NELLA SCUOLA PRIMARIA prevista
dallo stesso articolo
3) ALLA RIDUZIONE DELL’ORARIO OBBLIGATORIO DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA ALLA SOLA FASCIA ANTIMERIDIANA CON UN SOLO
INSEGNANTE PER SEZIONE
4) ALL’ ELIMINAZIONE DEGLI INSEGNANTI SPECIALISTI DI LINGUA INGLESE NELLA SCUOLA PRIMARIA
5) ALL’INNALZAMENTO DEL RAPPORTO ALUNNI/CLASSE
6) ALLA RIDUZIONE del 17% DEGLI ORGANICI previsti dall’art. 64 della legge n. 133-08 e quantificati nel “Piano
programmatico” nel taglio di 87.400 posti per i docenti e 44.000 per il personale ATA
7) ALLA DRASTICA RIDUZIONE DELLE RISORSE FINANZIARIE DESTINATE ALLA PUBBLICA ISTRUZIONE

MOTIVAZIONI

La nostra esperienza personale come genitori e i risultati della ricerca in campo psicologico e pedagogico confermano quanto sia decisivo per la crescita dei nostri figli poter compiere esperienze significative di apprendimento fin dalla prima infanzia, in un ambiente sereno e stimolante, con tempi distesi e docenti competenti ed attenti. Siamo perciò
consapevoli del valore fondante del percorso educativo che si svolge già nella Scuola dell’Infanzia e ancor più nella Scuola Primaria, come base del successivo sviluppo cognitivo, affettivo, culturale e sociale.

Nel panorama dell’Istruzione in Italia, la Scuola dell’Infanzia e la Scuola primaria sono quelle che, più di ogni altro ordine di scuola, hanno saputo innovare in questi anni le proprie metodologie didattiche in funzione dei progressi scientifici e pedagogici, rispondere alle esigenze formative della società e venire incontro ai cambiamenti dei ritmi di vita e di lavoro delle famiglie.

Tale evoluzione positiva si è realizzata, nel corso di decenni di sperimentazione e di ricerca, nei modelli scolastici del Tempo pieno e del Modulo che hanno permesso di migliorare sensibilmente, rispetto al passato, la qualità del servizio scolastico e i risultati sul piano dell’apprendimento, come attestato dalle classifiche europee ed internazionali e confermato dalla nostra esperienza di genitori.

Le misure previste dal DL 137 rappresentano il ritorno ad un modello di scuola obsoleto, ormai superato e un percorso di formazione impoverito rispetto a quello attualmente in vigore, che non trova alcun riscontro dal punto di vista scientifico e pedagogico.

Concretamente infatti:

- l’insegnante unico, con classi più numerose e meno tempo a disposizione, non potrà adattare il proprio insegnamento in funzione dei ritmi e delle esigenze dei singoli bambini, né dedicare loro l’attenzione necessaria; non potrà svolgere attività formative a piccoli gruppi e con metodologie innovative come i laboratori;
- dovrà limitare l’insegnamento all’alfabetizzazione di base, trascurando l’approfondimento e altre attività creative, importanti per la crescita equilibrata degli alunni;
- l’insegnante unico non si confronterà con gli altri docenti né in fase di programmazione didattica né in fase di valutazione degli alunni;
- l’insegnante unico non avrà tempo da dedicare al rapporto con le famiglie;
- verranno ridotti l’organico e le risorse destinati agli alunni diversamente abili
- la qualità dell’insegnamento della lingua straniera peggiorerà rispetto a quello impartito dall’insegnante specializzato.

Inoltre:

- le misure previste per la Scuola dell’Infanzia e la Scuola Primaria comporteranno un’inaccettabile sottrazione di risorse economiche alle famiglie, che saranno costrette a supplire a proprie spese alla riduzione dell’orario e alle lacune della formazione scolastica, in una fase di generale difficoltà economica.

I genitori chiedono pertanto al governo e a tutte le forze politiche rappresentante in Parlamento di impegnarsi affinché:

1) vengano ritirati il DL 137/08 e le misure in esso previste

2) l’educazione dei giovani venga considerata un valore fondante comune al di là degli schieramenti politici, l’investimento nella formazione e nella società della conoscenza vengano ritenute priorità e risorse essenziali per il futuro del nostro paese

3) venga avviato un confronto approfondito e aperto con tutti coloro che sono impegnati quotidianamente nella scuola: i genitori, i docenti, le organizzazioni professionali, il mondo della ricerca scientifica e pedagogica, al fine di individuare insieme soluzioni condivise e adeguate alle sfide della società contemporanea .

L’assemblea invita inoltre tutti i genitori del II Circolo a sottoscrivere il testo di questa mozione rivolgendosi a tal fine ai propri rappresentanti di classe, che provvederanno alla raccolta delle firme.

Mozione approvata il 7/10/08

Presenti: 160 circa
Contrari: 1
Astenuti: 0



Merlini Lorenzo
Scuola elementare a T.P.
V. D. Milani
2° Circolo
Cernusco S/N


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Mozione approvata il 9 ottobre all´assemblea pubblica convocata dal
Comitato Scuole di *S. Giuliano Milanese*

PER DIFENDERE L´ESISTENZA DELLA SCUOLA PUBBLICA
CONTRO L´AUTORITARISMO DEL GOVERNO
ESTENDIAMO LA MOBILITAZIONE

Il governo ha fretta e non sente ragioni!
Con le sue televisioni e i suoi potenti mezzi di informazione la
maggioranza si arroga il privilegio di essere sempre e comunque nel
giusto.
Chi si oppone viene criminalizzato e considerato un fannullone o un
delinquente.
Il ricorso continuo ai decreti legge e ai voti di fiducia in parlamento
è un modo autoritario di tappare la bocca a milioni di cittadini e
lavoratori.
L´imposizione del Maestro Unico è solo il primo passo legislativo degli
enormi tagli alla scuola pubblica e al suo personale previsti dal
governo Berlusconi.

L´istruzione torna ad essere quella dei nostri padri ma in una realtà
profondamente cambiata: discriminatoria, nozionistica e autoritaria come
40 anni fa, ma rivolta ad alunni che presentano un nuovo tipo di
difficoltà linguistiche e culturali o che posseggono un bagaglio di
conoscenze prettamente televisive o da videodipendenti.
Viene attaccato il diritto all´istruzione per tutti i giovani e i
bambini e con questo la funzione di promozione sociale e culturale
della scuola pubblica per la stragrande maggioranza della società.
(...)
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*Mozione Docenti 28°C.D. di Napoli *

Al Ministro dell´Istruzione e della Ricerca

E p. c.
al Dirigente dell´Ufficio Scolastico Regionale
al Dirigente dell´Ufficio Scolastico Provinciale
all'Assessore alla scuola del Comune di Napoli
all'Assessore alla scuola della Provincia di Napoli
all 'Assessore alla scuola della Regione Campania
ai Segretari Generali delle OO. SS. di Napoli

Oggetto: Mozione in difesa della funzione docente nella scuola pubblica
dell´infanzia e primaria

Noi sottoscritti insegnanti del 28° Circolo Didattico di Napoli
segnaliamo la nostra profonda preoccupazione per le conseguenze che, a
nostro avviso, le disposizioni presenti nel DL 137 e nello schema
programmatico del Ministero dell´Istruzione,dell´Università e della
Ricerca di concerto con il Ministro dell´Economia potrebbero arrecare
alla scuola pubblica.

Riteniamo assurdo e insostenibile che il sistema scolastico e, in
particolare la scuola primaria, sia oggetto di modifiche ad opera di
ogni nuovo ministro, senza alcuna sistematica verifica dell´esistente,
che possa giustificare cambiamentiradicali, e senza alcuna consultazione
del personale qualificato, docenti e dirigenti scolastici, che nella
scuola opera quotidianamente.

Il piano di "essenzializzazione " che investe e stravolge la scuola"
pubblica determina per gli alunni, in particolare per quelli della
scuola dell´infanzia e di quella primaria, la perdita di un´opportunità
irripetibile:
poter ricevere, secondo i propri bisogni, gli adeguati stimoli per
crescere in modo complessivo in una fase evolutiva in cui la capacità di
apprendimento del bambino è particolarmente significativa.
Il "maestro unico tuttologo" non può rispondere ad essa adeguatamente,
tale figura è stata messa in discussione da decenni di teoria pedagogica
e da pratiche didattiche che hanno portato la nostra scuola primaria tra
i primi posti nelle valutazioni internazionali. Inoltre, classi
sovraffollate fino a 27 o 29 alunni, la drastica riduzione del tempo
scuola edei programmi, così come si prevede, non possono fornire
condizioni favorevoli e pari opportunità a tutti i bambini, principi su
cui la scuola pubblica in uno
stato democratico deve fondarsi.

Il ruolo di "seconda mamma" a cui il Ministro riduce un insegnante è non
solo inattuale in relazione alla complessità che esprime oggi la nostra
infanzia - oggi un bambino vive in un sistema di relazioni vario e
articolato -
ma a dir poco svilente per una categoria, quale i maestri, che ha
risposto, nel corso degli ultimi trent´anni, con piena disponibilità
all´innovazione e all´aggiornamento professionale. Tornare al maestro
unico non costituisce innovazione, così come si propaganda in modo
approssimativo e privo di contenuti, ma dispersione di un patrimonio di
conoscenze e di buone pratiche radicate su tutto il territorio nazionale.


Il maestro unico renderebbe impraticabile, anche per il sempre più
esiguo numero di insegnanti di sostegno, una didattica volta
all´integrazione, al recupero, all´arricchimento dell´offerta formativa,
possibile solo all´interno
di una equipe pedagogica. Renderebbe altresì impossibili tutte le
iniziative che caratterizzano oggi la didattica: i lavori per piccoli
gruppi, i laboratori integrati volti a far accrescere nei bambini
l´autostima e ad integrare al meglio gli alunni disabili, iniziative
tutte che necessitano di competenza,tempo, contemporaneità , possibilità
di raccordo tra docenti. Renderebbe poi ancor più gravosa la
responsabilità civile nei confronti di alunni minori, dato anche
l´esiguo numero di personale ATA, in particolare di collaboratori
scolastici, che il piano programmatico previsto intende ulteriormente
diminuire.

L´offerta formativa della nostra scuola prevede sia tempo modulare che
tempo pieno. E´ una delle poche scuole di Napoli in cui il tempo pieno è
ampiamente diffuso ( 50% delle classi) da più di trent´anni, con
esperienza consolidata ed in crescita negli ultimi tempi. Il territorio
in cui operiamo fa affidamento nella scuola, è situato nella periferia
nord, a Chiaiano, e presenta ampie sacche di deprivazione
socio-culturale. I genitori hanno bisogno di una scuola pubblica con
tempi distesi e con un´offerta formativa di qualità che sopperisca alle
gravi carenze del quartiere. Meno ore di scuola significano per molti
bambini meno stimoli e più tempo "per strada" , in un territorio a
rischio e non a misura di bambino.

Gli strumenti con cui il DL 137 prevede di raggiungere l´obiettivo dell´
essenzializzazione passa, in realtà, esclusivamente per tagli delle
risorse, personale docente e ATA, e fondi per il funzionamento,
realizzando l´estromissione nei prossimi tre anni di 140.000 lavoratori
della scuola. La considerazione che nessuno verrà licenziato omette
completamente la realtà di un personale, docente e non, quale i precari
della scuola, che ci ha permesso per anni un regolare funzionamento e
che oggi viene brutalmente estromesso
dalla scuola.

Solo apparentemente miglior sorte toccherà ai docenti in soprannumero,
che dovranno essere mortificati nella propria funzione docente subendo
la condizione di "tappabuchi" per lungo tempo.

Inoltre, ci sembra a dir poco paradossale che questi stravolgimenti non
siano accompagnati neanche da un corrispondente piano
finanziario e che le scuole dovranno provvedere ai costi del maestro
unico attingendo ai già magri fondi d´istituto, con la vaga e
mortificante promessa di miglioramenti economici,dal 2012, per i soli
"meritevoli" , categoria di dubbia connotazione.

Pertanto, dopo una lettura attenta della proposta legislativa, i docenti
del 28° C.D. chiedono che l´ attenzione del
Governo sia rivolta verso altre opportunità di riduzione della spesa,
non ravvedendo in essa alcun intento pedagogico-educativ o , bensì
l´obiettivo di ridurre esclusivamente la spesa nel settore
dell´Istruzione Pubblica.

Di conseguenza, chiedono il ritiro del DL 137 e si impegnano a stimolare
un ampio dibattito, nei propri settori di pertinenza, intorno ai temi
trattati, al fine di salvaguardare la pluralità docente e il tempo
scuola, in particolare il tempo pieno, che noi consideriamo una
conquista della didattica del nostro Paese.

Napoli, 8 ottobre 2008

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LA SCUOLA PUBBLICA CI STA A CUORE
MA QUAL E' IL SUO FUTURO?
Assemblea delle scuole di zona 5
Giovedì 16/10 alle ore 18 nella scuola di via Palmieri 24 *Milano*


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Il Direttivo provinciale della FLC di *Milano *del 10 ottobre ha
approvato il seguente odg:

Il Comitato Direttivo della FLC di Milano

giudica positivamente tutte le iniziative volte a difendere l’intero
sistema della formazione e della conoscenza dagli attacchi scellerati
del governo Berlusconi, che ne minano in profondità le fondamenta e la
qualità.

Esprime soddisfazione per il buon esito delle iniziative
promosse dall’organizzazione e per la raggiunta unità con le altre OO.
SS. nella proclamazione dello sciopero generale del 30 ottobre; auspica
che sia esteso a tutti i comparti della conoscenza, parimenti colpiti
dai tagli, dalle mancate stabilizzazioni dei precari, dalle norme
recentemente approvate o in via di approvazione.

Guarda con favore
alle iniziative auto-organizzate di genitori, docenti e ATA, delle
quali auspica la riuscita, in quanto momenti fondamentali nella
costruzione di un fronte sempre più vasto e unitario di opposizione
alle politiche governative.

Delibera inoltre di sollecitare la
partecipazione dei propri iscritti e delle proprie strutture
organizzative a tutte le iniziative ispirate all’unità che il movimento
anti-Gelmini mette in campo, a partire dal presidio di lunedì 13/10
sotto il palazzo della Regione.

Approvato all’unanimità

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_*La Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Scienze della Formazione
contro il maestro unico *

Ordine del Giorno della Conferenza dei Presidi sul maestro unico nella
scuola primaria

15 settembre 2008

La Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Scienze della Formazione esprime
il più netto dissenso verso la scelta di tornare al docente unico nei primi
anni della scuola primaria, e nell’interesse dei bambini, delle famiglie e
del futuro del nostro Paese, chiede al Governo di riconsiderare la
questione.
In un’economia globale basata sulla conoscenza, lo stato di salute del
sistema socio-economico nazionale è legato al tenore delle competenze
disciplinari e relazionali acquisiste dalle persone nei percorsi di
formazione. Il nostro Paese è di fronte ad una vera e propria sfida
dell’istruzione. Per affrontarla con successo occorre assicurare a tutti la
padronanza delle conoscenze fondamentali dei saperi linguistici, storici e
matematico-scientifici.

Tale padronanza può essere garantita solo da un’alfabetizzazione forte fin
dall’inizio della scuola primaria.
La possibilità di realizzare un’alfabetizzazione forte ha come condizione un
processo di parziale specializzazione disciplinare dei docenti. Non è
pensabile che un singolo insegnante possa avere un’adeguata padronanza di
tutti e tre questi ambiti e delle loro forme d’insegnamento.
Occorre un modello combinato di formazione iniziale e in servizio dei
docenti che, oltre a garantire la necessaria preparazione pedagogica e
didattica, e una cultura di tipo interdisciplinare volta a preservare
l’unità del sapere, assicuri l’approfondimento di un ambito disciplinare tra
il linguistico, lo storico, e il matematico-scientifico.
Il modulo organizzativo della scuola primaria, sancito dalla legge
n.148/1990, prevedendo tre docenti su due classi, ha consentito ai docenti
stessi un progressivo approfondimento dell’ambito disciplinare insegnato, ed
è stata dunque una misura che è andata nella direzione di un irrobustimento
dell’alfabetizzazione di base, oltre a garantire una pluralità di punti di
vista preziosa per sviluppare l’intelligenza nella molteplicità delle sue
forme.
Gli ottimi risultati ottenuti in questi anni dalla scuola primaria nelle
comparazioni internazionali del profitto mostrano che il modulo di tre
docenti sta producendo effetti positivi sulle competenze dei nostri bambini.
La direzione tracciata dalla 148/90 appare perciò quella giusta, può essere
migliorata dando compiutezza al Corso di Laurea di Scienze della formazione
primaria, ma non si può tornare indietro; sarebbe una scelta anacronistica
ed infelice.
Un solo maestro può limitare l’esperienza socio-affettiva degli alunni, che
risulta invece arricchita dall’attuale pluralità di figure.
Ritornare al maestro unico significherebbe, inoltre, indebolire la
preparazione specifica dei docenti sui fondamenti dei diversi saperi, e
quindi rendere più fragile ed incerta l’alfabetizzazione dei nostri allievi.
Il tenore complessivo delle competenze realizzate dagli alunni nel corso
della formazione scolastica verrebbe inevitabilmente a soffrirne. In
prospettiva, il capitale intellettuale prodotto dal nostro sistema
scolastico tenderebbe a diminuire, e con esso la competitività
socio-economica del nostro Paese.
La Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Scienze della Formazione chiede,
perciò, al Governo un serio e accurato ripensamento in merito alla questione
della pluralità dei docenti nella scuola primaria. Si dichiara, inoltre, fin
da ora disponibile a portare il proprio contributo a qualsiasi progetto di
miglioramento della struttura della scuola primaria che muova dalla conferma
di tale pluralità e che avvenga attraverso forme diverse dalla decretazione
d’urgenza.

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MOZIONE CONCLUSIVA DELL'ASSEMBLEA DELLE SCUOLE DEL *MILANESE*

L'assemblea delle scuole del milanese che ha visto riuniti 450
insegnanti, genitori, studenti e a.t.a. in rappresentanza di 105
scuole dichiara la propria radicale opposizione ai tagli
all'istruzione per 8 miliardi di euro che costituiscono il più grave
attentato alla scuola pubblica da decenni a questa parte.
L'assemblea chiede l'abrogazione dell'art.64 della legge 133 del 6
agosto, che impone la scomparsa di 133.000 posti di docente e a.t.a.
su ogni grado e ordine di scuola, e di ogni altra iniziativa
legislativa ed amministrativa conseguente, come il decreto 137 sul
maestro unico.
L'assemblea chiama il popolo della scuola a costruire un movimento
radicato in ogni scuola, fondato sull'alleanza dei vari soggetti
sociali interessati alla difesa della scuola pubblica e che sappia
durare nel tempo. I tagli infatti sono stati decisi il 6 agosto ma da
quel momento sino a che diventeranno effettivamente operativi lungo i
prossimi tre anni saranno necessari molti passaggi legislativi ed
amministrativi che dovranno scontrarsi ogni volta con la resistenza
di tutti coloro che considerano la scuola un luogo di civiltà e non
un peso economico di cui disfarsi.
L'assemblea impegna tutti i partecipanti nelle prossime settimane ad
organizzare in ogni scuola, là dove non è già stato fatto, una
assemblea dedicata ai genitori per coinvolgerli sempre più ampiamente
nel movimento.
L'assemblea sostiene tutte le iniziative promosse dalle
organizzazioni sindacali contro i tagli alla scuola pubblica, quelle
presenti e quelle future, auspicando la più ampia unità d'azione e la
definizione delle stesse scadenze di mobilitazione.
In questo quadro l'assemblea sostiene la manifestazione autoconvocata
dalle scuole del 17 e che partirà alle ore 9.00 da Piazza Missori per
giungere in via Ripamonti per "assediare" l'Ufficio Scolastico
Regionale, dove auspichiamo l'arrivo degli altri cortei della
giornata. Anche in questa occasione sarà importante dare uno spazio
centrale alla voce delle maestre/i perché possano raccontare il loro
lavoro come "vita" vicino alle bambine/i.
Il giorno 18 i genitori promuoveranno l'occupazione di alcuni parchi
di Milano e provincia, per manifestare in modo vivace e colorato e
nelle forme gestite localmente, l'opposizione ai tagli e la difesa
della scuola pubblica.
Il giorno 15 alcune scuole del milanese organizzeranno una notte
bianca per la scuola pubblica in sintonia con l'analoga e contemporanea iniziativa bolognese.
L'assemblea ritiene indispensabile un collegamento con il movimento
che si sta costruendo a livello nazionale. E dunque invierà una
delegazione all'assemblea in preparazione a Roma e delega i referenti
dei comitati presenti nella mailing list "nogelmini" a decidere
sull'adesione o meno alle proposte che in quella sede emergeranno.
L'assemblea dichiara che oggi si rilancia una lotta di resistenza a
difesa della scuola pubblica che non si farà piegare dalle scellerate
politiche governative e dalla decretazione d'urgenza e che si
impegnerà a resistere tutto il tempo necessario con intelligenza,
radicalità, impazienza e allegria.
L'assemblea delle scuole del milanese
8 ottobre 2008

Itis Curie, coordinamento scuole zona 9, Ist. Sraffa, La di Brera,
coordinamento scuole di Settimo Milanese, coordinamento lavoratori
precari della scuola 3 ottobre, Isc Bottego-S.Mamete, comitati buona
scuola di Senago, Ic Martiri S.S.Giovanni, Ic Rovani -Sesto SG, Ist.
Galli -Sesto SG, coordinamento scuole di Paderno Dugnano, Isc Munari-
via dei Salici -Muggiano, Sms via Maniago, Se Zuara, comitato di
Concorezzo Difesa della scuola pubblica, Isc Tolstoj, Itt
Gentileschi, comitato genitori/insegnanti di Pieve Emanuele, Ic di
Pero, Se Mezzofanti, scuola infanzia Osimo, Se Bergognone/Foppette
primaria Rinnovata Pizzigoni, II circolo Garbagnate, Ic Pasquale
Sottocorno, Ist. Zaccaria, Ist. Oriani, Ist. Primaria v.Viterbo, Ics
Massa, Ics Massaua, Se Cesari, Ics Vallagarina Quarto Oggiaro, Itc
Verri, Itc Moreschi, Isc Diaz, Itis Conti, Isc Mugello-Cipro, Se
Cabrini, Isc via Pareto, Isc Cavalieri, Se Ariberto, Ist. Tommaseo-
Muggiano, Liceo G.Bruno, scuola d'infanzia via Campania-Melegnano, Se
Giusti e Assisi, Itis Molinari, Ist. Cardante, Sms Rinascita,
coordinamento scuole rhodensi, Isc. Casa del Sole Parco Trotter, Isc
Pini, Se Palmieri, Itc Gadda -Paderno, Se Muzio, Sms Franceschi, Ips
Frisi, Se Sant'Elembardo, Se Bergognone-Foppette, Isc Vittorio
Locchi, Ic Don Orione, Ic Cavalieri (primaria Ariberto), Se Arcadia,
Itis Righi-Corsico, Sms Quintino Olona, Sms Volta-Battisti- Cologno,
Se Cilea, materna Ciro del Luca-Bresso, Ce Guicciardini- Bodio, Se
Romagna, Se Clericetti, Sms Cairoli, Se Novaro Ferrucci, Ic Basiglio,
Im Agnesi, Ist. onn. Lambruschini, Se Confalonieri, Itsos Steiner, Ic
Morosini-Manara.

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*PAVIA*. UNA SCUOLA DI QUALITA' PER TUTTI
NO ALLA CONTRORIFORMA GELMINI

Siamo insegnanti e genitori di Pavia, molto preoccupati per il futuro della scuola italiana, disegnato a colpi di decreto dal Ministro Gelmini.
Un decreto che prevede un ingente taglio di risorse (8 miliardi), di posti di lavoro (130.000) e il progressivo smantellamento degli ordinamenti didattici, dalla scuola dell'infanzia all'Università.

L'attacco più pesante, ancora una volta, è riservato alla scuola elementare che, proprio perchè è stata riformata, ottiene da anni risultati di eccellenza riconosciuti a livello internazionale (dati OCSE).

Una scuola dove i bambini imparano: l'italiano, la matematica e molto altro' e gli insegnanti lavorano insieme, condividendo didattica e saperi, problemi e responsabilità.

Una scuola che integra e non esclude, che motiva e che non boccia.

Una scuola che, con il Tempo Pieno, risponde alle esigenze dei tanti genitori che lavorano.

INDIETRO NON SI TORNA
PER QUESTO DICIAMO NO ALLA RESTAURAZIONE DELLA GELMINI.

* No al ritorno al maestro unico.
* No alla cancellazione dei Moduli e del Tempo Pieno.
* No ai pesantissimi tagli.
* No alla soppressione di decine di migliaia di posti di lavoro.

E' una questione di civiltà! Di ben altro ha bisogno la scuola: di pensiero, di passione, di tempi allargati, di riforme condivise e di investimenti.

Chiediamo a tutti coloro che hanno a cuore le sorti di una scuola di qualità per tutti, dalla materna all'Università, di essere al nostro fianco, di sottoscrivere questo appello e di aiutarci a darne la più ampia diffusione possibile.







*BRESCIA*

SABATO 11 OTTOBRE
h. 15.00
p.zza Loggia

FESTA-PRESIDIO-ASSEMBLEA

contro la riforma della scuola promossa da
COMITATO PER LA DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

giovedì 9
ore 20.30
scuola Torricella
ASSEBLEA ORGANIZZATIVA
PER PREPARARE LA MANIFESTAZIONE DELL'11
E LA NOTTE BIANCA DEL 15

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La mozione del Consiglio Comunale di *Venezia *è su
http://consiglio.comune.venezia.it/?pag=srchatti_4_1866&
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La mozione approvata dalla Provincia di Genova
<http://precariliguria.blog.kataweb.it/2008/10/09/la-mozione-approvata-dalla-provincia-di-genova/>


/ Il CP-LIGURIA coglie l’occasione di ringraziare pubblicamente i
sottoscrittori della mozione che è stata approvata dalla maggioranza del
consiglio provinciale genovese dopo la convinta accoglienza
dell’assessore all’istruzione e alle politiche giovanili Manuela
Cappello //che ha sostenuto in maniera più che convinta il suo
disappunto nei confronti dei decreti Gelmini./

/*Al Presidente el Consiglio Provinciale di Genova
Arch. Agostino Barisione */

/*Affari Generali Giunta e Consiglio*/

/*S E D E*/

/*Oggetto: *//*MOZIONE*/

/*I sottoscritti Consiglieri Provinciali*/

*

/*Premesso che *//il D.L. 112 del 25 giugno 2008, divenuto Legge
dello Stato il 23 luglio 28, prevede che:/

o

“/Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi
scolastici e di una piena valorizzazione del Personale
Docente, a decorrere dall’anno scolastico 2009 / 20010, sono
adottati interventi e misure volti ad incrementare
gradualmente di un punto il rapporto alunni / docenti, da
realizzare comunque entro l’anno scolastico 2011 / 2012, per
un accostamento di tale rapporto ai relativi standard europei”;/

o

“/Si procede, altresì, alla revisione dei criteri e dei
parametri previsti per la definizione delle dotazioni
organiche del Personale Amministrativo, Tecnico ed
Ausiliario ( ATA), in modo da conseguire nel triennio 2009 /
2011 una riduzione complessiva del 17 % della consistenza
numerica della dotazione organica determinata per l’anno
scolastico 2007 / 2008”;/

o

/per l’attuazione del Piano … si provvede ad una revisione
dell’attuale assetto ordinamentale, organizzativo e
didattico del sistema scolastico, attenendosi ai seguenti
criteri:/

1.

/razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso/

2.

… /razionalizzazione dei Piani di Studio e dei relativi piani orari …
/

3.

/revisione dei criteri vigenti in materia di formazione delle classi/

4.

/rimodulazione dell’attuale organizzazione didattica della Scuola
Primaria …
/

5.

/revisione dei criteri vigenti per a determinazione della
complessiva degli organici del Personale Docente ed ATA,
finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi/

6.

/ridefinizione dell’assetto organizzativo – didattico dei Centri
di Istruzione per adulti, ivi compresi i Corsi Serali …
/

/fbis) “ devono derivare per il Bilancio dello Stato economie lorde di /
/spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1650/

/milioni di euro per l’anno 2010, a 2538 milioni di euro per l’anno 2011
ed a 3188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012”, per un totale di
7832 milioni di euro/

*

/*Considerato che *//queste disposizioni, “ ai fini di una
migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena
valorizzazione del Personale Docente, si traducono nella realtà
della Scuola in :/

o

/tagli di almeno 110.000 posti per i Docenti e 43.000 per
Assistenti, Amministrativi, Tecnici ed Ausiliari (ATA)/

o

/aumento del numero di alunni per classe/

o

/riduzione delle ore di lezione negli Istituti Tecnici e
Professionali/

o

/cancellazione del tempo pieno / prolungato/

o

/soppressione delle Scuole nei piccoli Comuni, quelli di
montagna o nelle isole minori con meno di 500 alunni/

o

/interventi limitanti le ore a disposizione sul sostegno
dell’handicap;/

/*Preso atto che *//il D.L. 112 parte dal presupposto della necessità di
un riallineamento del rapporto Insegnanti - Studenti rispetto alla media
europea ( nell’istruzione primaria il rapporto in Italia è di 10,7
studenti per ciascun insegnante, il livello più basso tra i Paesi OCSE
che è del 16,9; nell’istruzione secondaria 11 studenti per insegnante
contro la media OCSE del 13,3);/

/*Osservato parimenti che *//questi dati non tengono conto del peculiare
modello scolastico italiano:/

*
o

/il quale comprende tra coloro che hanno diritto
all’istruzione anche gli alunni diversamente abili (160.000
alunni hanno beneficiato della professionalità di circa
90.000 insegnanti di sostegno, di cui la metà precaria), al
contrario del resto dell’Europa dove gli alunni diversamente
abili frequentano scuole speciali. Pertanto gli Operatori
che se ne occupano non vanno ad aumentare il numero dei
docenti;/

o

/l’Italia beneficia di un superiore numero di ore /
insegnante rispetto ad altri Paesi per la richiesta di tempo
pieno e prolungato. Da noi circa il 35% della scuola
primaria funziona a tempo pieno (con 70.000 insegnanti in
più rispetto al tempo normale);/

o

/unico tra i Paesi occidentali, inoltre, l’Italia annovera
tra i Docenti, stipendiati con il denaro di tutti, anche i
Docenti di Religione Cattolica indicati dalla Curia.
Anomalia che gonfia l’organico di diritto di altri 25.679
insegnanti./

/Quindi, se al numero complessivo dei Docenti si sottrae il numero di
quelli che caratterizzano il nostro sistema scolastico, si ottiene una
cifra ben minore di quella comparata con gi altri sistemi europei (circa
664.000 in luogo degli 850.000 di fatto);/

/*Rilevato inoltre che*// gli investimenti nella scuola italiana in
rapporto al PIL, si discostano in maniera vistosa dalla media dei 32
Paesi dell’OCSE (al 5,2% nel 2003 e da Francia, Danimarca e Finlandia
che viaggiano intorno al 6%), attestandosi al 4,7% (contro il 5,5% di
quindici anni prima);/

/*Considerando oltremodo che *//i tagli al Personale Docente andranno ad
incidere nella loro complessità sull’immenso serbatoio, creato e voluto
negli anni, dei lavoratori precari della scuola (rischiano il posto
almeno 150.000 sui 200.000 complessivi);/

/*Osservato in ultimo che*// il precariato//* *//nel giro di qualche
anno sparirà, ma solo perché l’ 80% dei precari della scuola (Docenti e
Personale Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario) sarà presto disoccupato;/

/*Impegna la Giunta ed il Consiglio Provinciale di Genova*/

*
o

/Ad attivarsi in ogni sede preposta al fine di sollevare
l’EMERGENZA SOCIALE di circa 150.000 lavoratori e
lavoratrici, ma anche una vera e propria EMERGENZA EDUCATIVA
che sottrarrà alla scuola personale esperto e specializzato;/

o

/Ad effettuare uno studio / censimento delle scuole a
rischio chiusura nella Provincia e delle eventuali
conseguenze sociali ed economiche che ricadranno sui
cittadini interessati;/

o

/Ad informare i Parlamentari liguri della succitata
emergenza sociale ed educativa in merito ai problemi del
precariato e portandoli a conoscenza dell’esito delle
risultanze emerse dallo studio suddetto, affinché si possano
attivare nelle opportune sedi del Parlamento per esplorare
percorsi risolutivi delle predette problematiche./

/Genova, 17 / 09 / 2008/

/*I Consiglieri Provinciali*/

*Alberto Corradi *(PDCI)
*Alessandro Benzi, G.P.Pastorino, Salvatore Fraccavento *( PRC-S.E.)
*Angelo Spano’ *(VERDI)

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